Come il sesso può beneficiare sull’attività sportiva

Benessere fisico e soddisfazione sessuale sono due facce di una stessa medaglia. La corretta pratica di un’attività sportiva procura benèfici effetti nella sfera erotica così come “una sana e consapevole libidine” può indurre significativi miglioramenti nella performance agonistica.

Le interazioni che legano sport e sesso sono praticamente infinite e, vista la delicatezza della materia e l’interesse di molti, generano curiosità e preoccupazioni che spesso producono falsi miti, leggende metropolitane e luoghi comuni tutti da verificare. Ad onor del vero, anche la scienza gioca la sua parte; i congressi di andrologi e medici dello sport, così come i risultati di ricerche ed esperimenti, hanno nel tempo affermato tutto e il suo contrario.

È evidente che il legame tra l’attività sportiva e quella sessuale possa essere osservato da due punti di vista diametralmente opposti: quello dello sportivo, che deve modulare la propria sessualità in funzione dei risultati agonistici che si prefigge, e quello dell’uomo comune, che guarda all’attività fisica come ad uno strumento per migliorare il proprio stile di vita e la propria intima soddisfazione sessuale.

Nel mondo degli sportivi fanno ovviamente notizia gli atleti che, in materia sessuale, abbiano fatto delle scelte estreme. C’è chi dichiara che avere un rapporto sessuale prima di una gara lo aiuti a concentrarsi meglio e ad avere risultati migliori e chi sostiene che nel periodo agonistico preferisce star il più lontano possibile dal proprio partner.

La differenza tra i vari sport

Sono ancora molti gli allenatori e preparatori atletici convinti che il rapporto sessuale comporti un eccessivo dispendio energetico e che, di conseguenza, sia contrario ad una performance sportiva ottimale, qualsiasi sia la disciplina praticata. Se è vero che l’atto sessuale è un atto atletico a tutti gli effetti, dal momento che nei 13 minuti e 50 secondi – la durata dell’amplesso medio secondo uno studio europeo – il ritmo respiratorio sale progressivamente da 14 a 40 volte al minuto, la frequenza cardiaca raggiunge le 180 pulsazioni e la pressione sanguigna supera le 200 di massima, è altrettanto vero che l’impegno fisico non è assolutamente intenso, comportando una spesa energetica contenuta tra le 150 e le 300 calorie. In pratica, quanto si consumerebbe a salire di corsa tre piani di scale. Insomma, con una buona dormita, il fisico di qualsiasi atleta, maschio o femmina, è in grado di compensare ben altro. Fare l’amore, dunque, la sera prima delle competizioni non pregiudica assolutamente le prestazioni fisiche degli atleti.

Uno sforzo tutto sommato contenuto per un atleta in normali condizioni fisiche. Questi valori diminuiscono considerevolmente quando l’atto sia consumato all’interno di un consolidato rapporto di coppia, dove il dispendio energetico è sicuramente inferiore e difficilmente supera le 50 calorie.

L’effetto del rapporto, secondo una tradizione che molti vogliono sfatare, porterebbe ad una immediata riduzione di testosterone nell’organismo che, negli sport in cui l’aggressività abbia un ruolo significativo, la concentrazione sia elevata e il gesto breve ed intenso (come nel caso della corsa veloce, del salto in alto e in lungo, del lancio del peso e degli sport marziali: scherma, tiro a segno, tiro con l’arco), può effettivamente produrre una riduzione della qualità della performance. Situazione differente è quella degli sport più legati alla resistenza (calcio, tennis, marcia) dove l’eventuale senso di appagamento conseguente al rapporto può avere effetto ansiolitico e migliorare la prestazione sportiva.

Discorso ancora diverso va fatto per l’universo femminile, per il quale uno studio israeliano ha scoperto che l’attività sessuale rappresenta una specie di “doping autorizzato”, in virtù dell’aumento della concentrazione del testosterone nella donna dopo il rapporto.

Il lato psicologico

L’aspetto psicologico riveste un ruolo importante che, spesso, travalica gli intendimenti dei preparatori atletici. Chi, infatti, abbia bisogno di scaricarsi emotivamente prima della prestazione sportiva, potrà trarre grande vantaggio dal sesso nell’immediatezza dell’impegno agonistico a prescindere dallo sport praticato e potrà sentirsi gratificato dal senso di dominio e di conquista che l’atto procura; viceversa, ci sarà sempre chi, anche nel rapporto sessuale, porterà una carica competitiva in grado di indurre nel rapporto una valenza negativa ed ansiogena che, qualora si instauri un circolo vizioso, può indurre ansia da prestazione, mancato appagamento, incapacità a completare l’atto e, in ultima analisi, a riversare il senso della sconfitta anche nel successivo gesto sportivo.

In questo specifico caso, grande influenza deve essere attribuita al tipo di rapporto, routinario oppure occasionale, che a sua volta può portare con sé implicazioni di carattere psicologico molto complesse.
È indiscutibile che le energie anche solo per pensare al sesso sono specifiche di un atleta correttamente allenato che non sia in sovraffaticamento fisico da iper-allenamento, stato che porta inevitabilmente ad una riduzione della libido.

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